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Chi l'avrebbe mai detto? Siamo arrivati alla 14^ edizione della festa in onore di S.G. Bakhita quasi non ci posso credere! Eppure è una Santa recentissima atteso che solo la prima domenica di ottobre 2000 è stata canonizzata, per cui,  farla entrare nel cuore dei miei compaesani non è stato facile...... sicuramente non mi hanno dato una mano gli ex soci del "Centro di Aggregazione Sociale Bakhita" sotto le cui insegne ha cominciato a prendere corpo l'odierna festa. Ma non importa, si dice che le vie del Signore sono infinite, ed io ne ho avuto dimostrazione, anche se da solo sono riuscito a far conoscere Bakhita ai più grazie anche al sito ed alle pagine facebook che nel frattempo sono state realizzate ( Centro di Aggregazione Sociale Bakhita, Amici di Radio Bakhita e Radio Bakhita).

Credo che la gente abbia capito che dietro l'ostinazione di un solo individuo che chiede la cortesia di affiggere una locandina alla vetrina del proprio negozio ci sia una grande motivazione ideale e spirituale. Vedete, Bakhita una volta conosciuta approfonditamente non ti lascia indifferente: credo che non esista uomo o donna che riesca a rimanere impassibile davanti alla storia vera ( non filmica) di Bakhita. Quando ho letto il suo diario mi sono chiesto il perchè di tanto dolore e se fosse stato proprio necessario patire tante sofferenze. La risposta, tuttavia non è nel vento, ma nelle parole della Santa stessa quando ringrazia i suoi aguzzini sostenendo che sono stati strumento nelle mani di Dio per fargli conoscere il "paron" di tutto il creato.

La Messa domenicale, nonostante l'orario fosse proibitivo, è stata partecipata grazie anche alla presenza degli amici del Gruppo Santa Croce che ormai da anni condividono questo momento di fede, al sacerdote don Antonino Loiacono che ha preso le veci del compianto don Sisto De Leo ed al parroco don Francesco Vardè che accettato che si continuasse a festeggiare Bakhita nella piccola Chiesa di Santa Croce.

Quest'anno, poi, l'8 febbraio sua Santità Papa Francesco ha ritenuto opportuno istituire una giornata internazionale di preghiera contro ogni forma di tratta di schiavi  proprio nel giorno della festa di S.G. Bakhita. Si capisce, pertanto, del valore simbolico assurto dalla nostra Bakhita capostipite dello sfruttamento femminile, schiava a solo 9 anni, venduta e rivenduta per 7 volte fino ad ottenere la libertà ormai maggiorenne. Libertà iniziale condizionata perchè, anche se affidata ad una copia italiana, otterrà la piena libertà soltanto quando deciderà di entrare in convento e solo dopo l'intervento del rappresentante del Re in un tribunale. Eravamo nell'Italia di fine "800 ed il possesso di schiavi, evidentemente, era considerata una cosa normale almeno per alcune famiglie.

Ma Bakhita, una volta conosciuto il Signore, preferì non separarsene più nonostante il ricatto morale cui aveva fatto ricorso la sua padrona italiana. Bakhita, infatti, appena giunta in Italia era stata donata alla famiglia Michienzi e si occupava della loro bambina Mimmina. La giovane africana, dal cuore enorme, si era affezionata alla piccola per cui la madre, per farla desistere dall'idea di non seguirli in Africa, l'aveva apostrofata come ingrata e bugiarda atteso che lasciava Lei e sua figlia per farsi suora. A Bakhita dispiacque molto dover scegliere tra la fede in Cristo Gesù e l'amore per la bambina che accudiva. Alla fine, scelse, decidendo di non abbandonare pìù quel  " paron"  buono che aveva conosciuto grazie alle canossiane e per il quale avrebbe rinunciato anche alla propria vita.

Mimmetta se ne andò in lacrime ( anche Bakhita piangeva) e la Signora Michienzi le urlava chissà quali ripercussioni, tuttavia in Italia ( per fortuna) la schiavitù era stata abolita e S.G. Bakhita liberamente potè decidere con chi stare. Pensate, è stato il suo primo vero atto di ribellione e lo fece per una causa giusta: chi si innamora di Cristo ed impronta la sua esistenza all'insegnamento del Vangelo, difficilmente ha dei ripensamenti.

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