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L’8 febbraio 2017 a Schio (VI) è stata commemorato il 70° anniversario della nascita al cielo di S.G. Bakhita. Noi dell’Associazione ci eravamo prefissati di esserci e così è stato.

E’ stato un lungo viaggio, un vero pellegrinaggio ma siamo tornati appagati per aver potuto rendere omaggio a S.G. Bakhita in un giorno talmente importante per Lei, per noi e per la comunità di Schio.

Trovarsi davanti a Bakhita per la terza volta è stata un’esperienza bellissima, pregare di fronte ai suoi resti mortali commovente, constatare che un’intera comunità rendeva omaggio alla grande, umile, servizievole ex schiava africana, toccante.

La nostra permanenza a Schio è durata poco ma in quella giornata e mezza abbiamo visitato la citta ed i suoi luoghi più rappresentativi. Abbiamo trovato una citta pulita, ordinata, senza il traffico caotico dei grandi centri ma, soprattutto, ricca di spiritualità: tante le chiese, i conventi e gli ordini religiosi che operano a Schio. Nelle due precedenti visite, data l’estemporaneità dell’evento, non eravamo riusciti ad apprezzare le bellezze e le ricchezze di Schio.

Come dicevamo all’inizio il nostro voleva essere un omaggio a Bakhita, a quell’umile Santa. Vedete il Signore Dio non sceglie i grandi dottori della Chiesa, i potenti pomposi ma vuole al suo cospetto chi, veramente, ha saputo e sa cogliere l’autentico messaggio evangelico e lo mette in pratica. Bakhita era una ex schiava che non sapeva né leggere né scrivere, ha svolto le mansioni più umili in seno all’Istituto Canossiano ed alla Chiesa della Sacra Famiglia. Tuttavia l’avere amato senza misura Dio ed i fratelli e, soprattutto, l’aver perdonato i suoi aguzzini gli ha permesso di diventare Santa.

Nella nostra barbara esistenza ove i più sembrano aver perso il lume della ragione Bakhita ci ricorda che si vince col perdono e non con la violenza. Se uno sconosciuto non ti cede il passo per strada non lo si deve inseguire per dargli una lezione perché così facendo si mette a repentaglio la propria ed altrui incolumità.

Dobbiamo tutti quanti ritrovare la bussola per tracciare e seguire la giusta rotta sull’esempio di S.G. Bakhita. Noi “bakhitiani l’abbiamo capito ed auspichiamo che anche voi che ci leggete possiate comprendere e riflettere sulla giusta via da percorrere.

Naturalmente anche a Nicotera, com’è tradizione, abbiamo voluto ricordare Bakhita. Tuttavia i ferrei regolamenti parrocchiali non hanno permesso di celebrare se non in un orario proibitivo: le 07.15 di domenica 12 febbraio 2017.

Non c’era molta gente atteso l’orario e il periodo invernale nonostante noi bakhitiani ci fossimo premurati di avvisare i fedeli con delle locandine. Purtroppo il culto per Bakhita, nella nostra comunità, non è ancora decollato. Di questo ci rammarichiamo ma continueremo ad insistere: come diceva Madre Bakhita“Gesù non è amato perché non è conosciuto” e la stessa cosa possiamo dire di Bakhita per la comunità di Nicotera e per quelle dei paesi vicini. Come ho avuto modo di riferire a chi ci chiede da dove nasce il culto per Bakhita, dico che chi conosce Bakhita difficilmente può restarne indifferente. Ed a proposito voglio qui riferire un aneddoto: quando anni fa alle spalle della mia scrivania appesi l’immagine di Bakhita un collega più attento di altri mi chiese chi fosse la persona rappresentata in quell’immagine. Io risposi che era difficile spiegare in poche parole da dove nasceva la mia devozione per Bakhita e gli regalai il diario intitolato “un canto di libertà”.

Dopo averlo letto mi disse: “mi hai fregato, l’ho letto in un fiato e non sono riuscito a smettere finchè non ho finito”; i suoi occhi ed il suo viso erano sinceri e dopo questo episodio mi chiese il quadro di S.G. Bakhita che si premurò di appendere dietro la propria scrivania e che si porta dietro ad ogni cambio d’Ufficio.

Ai piedi di Bakhita ho pregato per i miei fratelli di Nicotera nella speranza che sull’esempio di S.G. Bakhita possano vivere la loro vita all’insegna di un’autentica religiosità lasciando da parte egoismi, personalismi e prevaricazioni.

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